|
|
|
[NInk] |
|
|
||
|
Categorie internet the bests varie Bloggers A ScreenWriter's View Ander Costrukscion Bassoatesino Beppe Grillo Blog-it Bloggino's BlogMac Buba Cineblog Come si fa un blog Cotron Club Daniele Luttazzi Diari di Bordo Dietro la Cinepresa Falso Idillio Fedora Gilgamesh Giuseppe Granieri Html I love America Il Barbiere della Sera Il cavoletto di Bruxelles Il Cinema secondo me Il Mazziniano Inkiostro La Tribù Maccianera Mauro Lupi Melablog Mestiere di Scrivere Non fumatori Paolo's Weblog Personalità Confusa Pino Scaccia Quarky Smettiamola! Solo un Cassetto Tao Zitti al cinema Zop
|
|
Prima Pagina
|
Archivio
|
Siti che Seguo
|
Contattami
Ore 8: 15 minuti e 17 secondi del 1945 Migliaia di esseri umani non hanno potuto vivere il diciottesimo secondo del nove agosto del millenovecentoquarantacinque a causa della follia umana.«In quella limpida mattina d’estate la sirena dell’allarme antiaereo non entrò in funzione: l’esperienza insegnava infatti che gli aerei isolati erano quasi sempre dei ricognitori. Ma quell’unico B-29 dalla figura snella e argentea alle ore 8, 15 minuti e 17 secondi si alleggerì del suo carico di poco più di 4000 chili. E dopo altri 45 secondi "... una luce fortissima riempì l’aeroplano. La prima onda d’urto ci colpì – ricorda Tibbets –. Eravamo a diciotto chilometri e mezzo in linea d’aria dall’esplosione atomica, ma tutto l’aereo scricchiolò e cigolò per il colpo... Ci girammo a guardare Hiroshima. La città era nascosta da quella nuvola orribile, ribollente, a forma di fungo, terribile e incredibilmente alta". Una bambina che all’epoca aveva cinque anni ricordò: "Proprio mentre guardavo su in cielo, ci fu un lampo di luce bianca, e in quella luce il verde delle foglie prese il colore delle foglie secche".L’immensa esplosione colse buona parte dei 350 000 abitanti in strada, mentre si stavano recando al lavoro. Fu questione di un attimo, il tempo di percepire l’immenso lampo luminoso. Nella zona dell’ipocentro la temperatura balzò in meno di un decimo di secondo a 3000-5000 °C. Ogni forma di vita nel raggio di ottocento metri svanì in seguito all’evaporazione dovuta al tremendo calore. Tutte le abitazioni vennero rase al suolo e una tempesta di fuoco spazzò il perimetro urbano fino a 3-4 chilometri dal luogo dello scoppio, provocando nella popolazione terribili ustioni. Gli effetti delle emissioni di neutroni e di raggi gamma, che si manifestano con la perdita delle difese immunitarie e con alterazioni a livello genetico, si faranno sentire sia immediatamente sia negli anni futuri. Le persone più esposte alle radiazioni moriranno per emorragie e infezioni. Nei mesi e negli anni successivi aumenteranno i casi di leucemia e il 23 % dei nati dopo lo scoppio sarà affetto da malformazioni congenite. In quel solo giorno le vittime furono più di 100.000. E saliranno a 140.000 alla fine dell’anno. A cinque anni dallo scoppio le vittime ricollegabili all'esplosione saranno ben 200.000. Tre giorni dopo, il 9 agosto 1945, una bomba al plutonio più potente di quella di Hiroshima ricrea la stessa terribile scena su Nagasaki. Qui moriranno 70.000 persone ma nel corso dei cinque anni successivi il bilancio arriverà a 140.000 vittime complessive.» Oggi è il 6 Agosto 2005. Sono passati sessanta anni da questa atroce, disumana ed inimmaginabile catastrofe. Proprio oggi, alle 12,00, ho visto nel telegiornale di RaiTre, che 5.000 persone sono morte nell'ultimo anno a causa delle contaminazioni della bomba. Oltre a pensare, con il cuore, a tutte le vittime e a quello che hanno sofferto i superstiti, voglio raccontare la storia di un signore sopravvissuto alla prima bomba atomica sganciata su Hiroshima. E' una storia vera. L'ho vista in TV, su Rai Uno, poche settimane fa: era uno speciale proprio sulle bombe atomice sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Ecco la storia: Quando all'improvviso ci fu l'accecante bagliore e il tremendo calore, questa persona - di cui non si ricorda il nome - era a 5 Km dal punto dove è caduta la bomba. Era dietro un'edificio che non crollò. Non mi ricordo tutti i dettagli - scusatemi - ma ricordo che l'indomani fu portato con un treno attrezzato per i feriti a Nagasaki. Si proprio a Nagasaki. Passarono altri due giorni ...e l'accecante bagliore, il tremendo calore si ripeterono. Anche questa volta questa persona si trovava a 4/5 Km di distanza, dove l'effetto dell'onda d'urto non è così catastrofico. Ma anche qui riportò gravi ferite. La sua vita durò per alcuni anni ancora, con grandi dolori a causa degli effetti dei raggi gamma, Morì di leucemia. Credo che la sorte che visse questo signore sia capitata anche ad altre persone - dato che non fu l'unico ferito trasportato da Hiroshima a Nagasaki. Vivere due volte l'inferno nucleare. Per approfondire vai a questo indirizzo. |
|
Copyright © 2003 [Nink] — [Nink] non è responsabile dei contenuti dei commenti scritti sul blog. Risoluzione ottimale 1024 x 768 pixel |